8 gennaio 2010
Ramona Kuehne, la campionessa che fa sognare la Germania
Sabato prossimo, a Magdeburgo, la splendida Ramona Kuehne sfiderà la campionessa mondiale dei pesi piuma Menzer. E’ un evento interessa milioni di tedeschi – non solo quelli appassionati di pugilato – perchè Ramona è considerata più sexy delle attrici hollywoodiane. Grazie a lei, anche la cerimonia del peso si trasforma in uno spettacolo: quando sale sulla bilancia, in bikini, i fotografi fanno a gara per immortalare la sua bellezza by Gianni Manzoni
Leggi tutto...7 gennaio 2010
6 gennaio 2010
Il match fra Pacquiao e Mayweather finisce in tribunale
Pubblicizzato come il match più ricco nella storia della boxe , il confronto tra Manny Pacquiao e Floyd Mayweather per ora si limita ad una infinita guerra di parole . Da ieri nella battaglia sono entrate anche le carte bollate . Pacquiao , autentico eroe nazionale delle Filippine , ha citato il rivale statunitense accusandolo di diffamazione . La causa intentata dal campione del mondo dei pesi welter Wbo fa riferimento alla querelle sui test antidoping che Mayweather vorrebbe istituire nelle settimane antecedenti il combattimento , inizialmente fissato per il prossimo 13 marzo . Pacquiao, che dopo difficili trattative aveva accettato di sottoporsi a controlli ematici ma non a ridosso del match , si è rivolto ad un tribunale di Las Vegas chiedendo un indennizzo di 75mila dollari alla squadra di Mayweather . Pacquiao , in sostanza , ha interpretato come un'implicita accusa di doping le richieste avanzate dall'entourage del Golden Boy statunitense , il quale ha legato il suo assenso al confronto con il pugile filippino ad una serie di controlli sul sangue in stile olimpionico
Leggi tutto...5 gennaio 2010
Ritorno sul ring a quasi cinquant'anni
Più che una promessa era parsa una minaccia. «Ho perso, ma voglio andare avanti», aveva detto dopo essersi arreso al gigante russo Valuev, sul ring di Zurigo. Poi, si sa, il tempo che passa aiuta a dimenticare. E per un anno il nome di Evander Holyfield aveva fatto capolino molto di rado. Solo ricordi, nient'altro. Ricordi legati al passato, quando la categoria dei massimi ancora faceva cassetta e non era costretta a raschiare il fondo del barile per pescare qualche campione degno di tal nome.
Lo si era rivisto in tv, pochi mesi fa, sul ring di Oprah Winfrey, regina del talk-show statunitense: lui e Mike Tyson, uno al fianco dell'altro, per un incontro di riconciliazione, ben oltre un decennio dopo il gesto più cruento che la storia del pugilato tramandi, il morso con cui un frustrato Iron Mike strappò un pezzo d'orecchio al malcapitato Holyfield. Per il resto, rare uscite pubbliche. Solo cura del privato, roba che più intricata e ingestibile non si può. Ora, invece, ecco che la promessa (o, meglio, la minaccia) diventa realtà. Ancora sul ring (il 16 gennaio), a 47 anni suonati. Per giunta, contro Francois Botha, non proprio un giovincello, visto che di anni ne ha 41. Più che un match, una patetica sfida, ennesimo capitolo di quella storia farsesca in cui la boxe spesso finisce per scadere. Va avanti, a dispetto di tutto.
Come se nulla sia accaduto, come se non abbia già alle spalle quasi un quarto di secolo di gloriosa ma dura carriera, come se non sia stato fermato nel 1994 per problemi cardiaci, come se non sia stato costretto a vivere nell'ombra del sospetto di doping, come se i familiari (buone ultime, due sorelle) non gli abbiano da tempo consigliato di appendere i guantoni al chiodo. Nulla che possa scalfirne le certezze, i progetti, le ambizioni. Il quinto mondiale dei massimi (dopo essere stato un mito tra i massimi leggeri), il suo irrinunciabile obiettivo, quello che a suo dire lo spinge a non mollare. Almeno a parole: perché cosa possa addizionare alla sua storia sportiva l'eventuale conquista del fantomatico titolo Wbf (sigla sconosciuta ai più) non è dato sapere. Dietro il desiderio mondiale potrebbe nascondersi ben altro.
Problemi economici, soprattutto. Che può anche sembrare una barzelletta per chi in carriera ha guadagnato qualcosa come 250 milioni di dollari e non è nemmeno il prototipo del pugile cattivo e ignorante, ma non lo è affatto. Certo, il buon Evander vive ancora in quella reggia con decine di stanze, 17 bagni e 3 cucine, costruita su ettari e ettari di verdi colline a sud di Atlanta. Ma non è tutto oro quel che luccica. Il ring gli ha regalato quattrini, la vita gli ha lasciato onerosi strascichi. Holyfield ha 11 figli (alcuni nati fuori dal matrimonio) e 2 exmogli da mantenere, sostanziosi alimenti da versare, aziende in rosso (in campo imprenditoriale non ha avuto i successi conseguiti sul ring) da salvare. Ma siamo alle solite. Non può essere prestigioso ma neanche ricco un match tra vecchi mestieranti del pugilato, che andrà in scena allo stadio Nambole di Kampala, in Uganda. Eddie Bazira, il promoter, parla di 80mila spettatori e contratti già firmati. Noccioline, nient'altro.
Le grandi tv ne resteranno fuori, l'eco lontana di una sfida senza significato terrà lontani gli sponsor. Pesi massimi e continente nero: ben altre pagine sono state scritte in passato. Questo è un capitolo di retroguardia, triste e malinconico, come un pugile che non s'arrende allo scorrere del tempo e calpesta il suo passato per un pugno di dollari e inutili scampoli di notorietà . IR
4 gennaio 2010
Klitschko: che bel Panettiere
Il supermassimo ucraino in compagnia della bella attrice
In questo periodo di festività, sono numerose le coppie che hanno deciso di rilassarsi negli Stati Uniti e più precisamente a Miami. Dopo le foto di Melissa Satta, sirena sulla spiaggia, e di Voronin in dolce compagnia della sua amata, un altro campione del mondo dello sport è stato fotografato nella città della Florida. Stiamo parlando del peso massimo ucraino, Wladimir Klitschko, scoperto in compagnia dell'affascinante attrice e modella Hayden Panettiere. Gli scatti di socialitelife.celebuzz.com mostrano un certo affiatamento nella nuova coppia.
3 gennaio 2010
UFC 108 Preview: The Main Card
Late-notice injuries are a part of the game when your average training camp essentially combines a never-ending cycle of blunt-force trauma with the kind of cardio conditioning that requires a vomit bucket on hand at all times. Look up and down the card of this Saturday’s UFC 108 event and you’d think Dana White has made a hobby of ticking off Voodoo Gods, as the combination of last-minute injuries and Quinton Jackson’s unholy decision to try and replace Mr. T all but sabotaged the show.
Yet through sheer ingenuity and/or pure desperation, fans can still bank on a quality night of fistic pleasures. Whether it’s the sight of Thiago Silva’s death stare, Dustin Hazelett and his propensity for turning opponents into mutilated Gumby toys or the possibility of watching Gilbert Yvel show Mike Tyson how to be a true-blue psycho, there’s something for every palate. Read on and get all your knowledge needs handled.
Junior dos Santos vs. Gilbert Yvel
The Breakdown: A case study in incredible talent coming at a heavy price, Yvel is a gifted kickboxer whose behavior also happens to border on being sociopathic. On the opposite end of the mental health spectrum is dos Santos, who has developed into one of the sport’s premier heavyweight prospects while maintaining a firm grip on his sanity.
Once upon a time, this fight would have been compelling, but Yvel is a shell of his old self and has lost the technical sheen on his game that once made him so dangerous. Now content to keep his hands low and wing lazy strikes, Yvel’s defense is full of holes that an intelligent striker like dos Santos will easily ferret out.
Just watch dos Santos’ fight with Mirko Filipovic at UFC 103 and you’ll see a fighter who understands the importance of strategy and how to execute one correctly. That sort of fight IQ has been missing from Yvel’s game from day one, and he’ll learn yet again what happens when talent alone can’t win you a fight.
File Photo
Dos SantosThe X-Factor: Any 240-pound human being with 18 years’ worth of muay Thai training is going to be dangerous, and that is something dos Santos must keep in mind. Yvel is still more than capable of ripping off another highlight-reel worthy KO. A motivated Yvel is the Yvel the world has been waiting for, and if he can reclaim just a bit of his old self, he could remind the same people who wrote him off why he was once the future of the heavyweight class.
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The Bottom Line: Holding out hope for Yvel is like doing the same for Mike Tyson: Your time is better spent on other endeavors. Instead of admiring Yvel’s brilliant brand of muay Thai, we’ll be stuck watching him absorb a beating from a younger version of himself. Three synapse-scrambling rounds for Yvel come to a merciful end with dos Santos notching a unanimous decision.